FSC e PEFC in Italia: come funziona la certificazione del legname sostenibile

Piantumazione di Pinus Nigra in Italia, 1962 — Touring Club Italiano

I due principali standard di certificazione forestale

In Italia, come nel resto d'Europa, esistono due sistemi di certificazione della gestione forestale sostenibile che si sono affermati come riferimenti principali del settore: FSC (Forest Stewardship Council) e PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes). Entrambi valutano le pratiche di gestione forestale attraverso criteri ambientali, sociali ed economici, con alcune differenze di approccio e governance.

FSC è un'organizzazione internazionale non governativa nata nel 1993 con la partecipazione di rappresentanti ambientalisti, comunità locali e aziende forestali. PEFC è sorto nel 1999 come schema di mutuo riconoscimento dei sistemi nazionali di certificazione, con una struttura più decentrata e maggiore attenzione alla realtà delle piccole proprietà forestali private.

Come funziona la certificazione in pratica

Entrambi gli standard prevedono due livelli distinti di certificazione:

  • Certificazione di Gestione Forestale Sostenibile (FM): rilasciata al proprietario o al gestore della foresta. Attesta che le pratiche di taglio, rimboschimento e gestione rispettano i principi dello standard adottato. Include l'inventario forestale, la pianificazione a lungo termine e la consultazione delle parti interessate.
  • Certificazione di Catena di Custodia (CoC): rilasciata alle aziende che trasformano o commercializzano prodotti forestali (segherie, pannellifici, editori di carta, costruttori). Garantisce la tracciabilità del materiale legnoso dalla foresta al prodotto finito.

Le due certificazioni possono operare indipendentemente: un'azienda che produce mobili può certificare la propria catena di custodia anche se non possiede foreste, purché si approvvigioni da fornitori certificati FM.

Il caso delle Foreste di Lombardia: un modello italiano

Le Foreste di Lombardia — gestite da ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste) — rappresentano un caso di riferimento nel panorama della certificazione forestale pubblica italiana. Dal dicembre 2009, queste foreste sono certificate con entrambi gli standard FSC e PEFC, diventando le prime superfici boscate di proprietà pubblica in Italia con doppia certificazione.

Il terzo rinnovo del certificato è stato completato nel 2024. I dati attuali parlano di:

  • 20.296 ettari certificati FSC (inclusi incolti e prati naturali oltre al bosco propriamente detto)
  • 16.521 ettari certificati PEFC

La differenza di superficie tra i due certificati riflette definizioni leggermente diverse di «foresta» adottate dai due standard: FSC adotta criteri più ampi che includono alcune tipologie di habitat non boscato.

Perché la doppia certificazione

La scelta di mantenere entrambe le certificazioni risponde a una logica di mercato: acquirenti diversi — editori, aziende del packaging, costruttori di strutture in legno — preferiscono spesso l'uno o l'altro marchio in base alle proprie politiche d'acquisto o alle richieste dei clienti finali. Disporre di entrambi i certificati amplia le possibilità di valorizzazione del legname prodotto nelle foreste regionali.

Criteri di valutazione FSC e PEFC a confronto

Sebbene i due sistemi condividano obiettivi fondamentali, presentano alcune differenze nei criteri specifici:

  • FSC prevede 10 principi con 70 criteri, tra cui l'obbligo di rispettare le leggi locali, i diritti delle comunità indigene (rilevante a livello globale), la salvaguardia della biodiversità e il divieto di conversione di foreste naturali ad alto valore di conservazione.
  • PEFC adotta standard nazionali armonizzati: in Italia lo standard di riferimento è elaborato da PEFC Italia e si articola in criteri allineati alle Linee Guida per la Gestione Forestale Sostenibile delle Foreste Europee (criteri di Helsinki e Lisbona).

Entrambi prevedono audit periodici da parte di organismi di certificazione accreditati e indipendenti. Le non conformità rilevate devono essere corrette entro termini definiti, pena la sospensione o la revoca del certificato.

Il Regolamento EUTR e la tracciabilità del legname importato

Accanto ai sistemi volontari FSC e PEFC, il Regolamento UE 995/2010 (EUTR — EU Timber Regulation) impone agli operatori che immettono legname sul mercato europeo l'obbligo di verificare la legalità del legname importato. Dal 2023 il regolamento è stato aggiornato con il Regolamento UE 2023/1115 (EUDR), che estende gli obblighi di due diligence a ulteriori materie prime a rischio di deforestazione.

La certificazione FSC o PEFC non esonera automaticamente dall'obbligo di due diligence EUTR/EUDR, ma semplifica significativamente il processo, riducendo il rischio rilevato nella valutazione.

«La certificazione forestale consente di dimostrare conformità ai principi di sostenibilità nella gestione e trasformazione delle risorse legnose, salvaguardando biodiversità, produttività e capacità rigenerativa del territorio boschivo.»
— ERSAF Lombardia, Portale Certificazione Forestale

Conclusioni

La certificazione forestale FSC e PEFC rappresenta uno strumento concreto per rendere verificabile la sostenibilità della gestione boschiva. In Italia il percorso di adozione è ancora parziale, con la grande proprietà pubblica — come le Foreste di Lombardia — che funge da apripista, mentre la piccola proprietà privata frammentata fatica ad accedere agli standard a causa dei costi di certificazione e della complessità gestionale. I consorzi forestali e le forme associative di proprietari privati potrebbero rappresentare la strada per estendere la certificazione al tessuto diffuso della selvicoltura italiana.